Statuto Sociale

 

Approvato dall’Assemblea Straordinaria dei Soci del 18 Gennaio 2004

Costituzione – Scopi – Rapporti con l’ENCI

Art. 1. L’associazione specializzata denominata “SOCIETÀ AMATORI BRACCO ITALIANO”, in sigla anche “S.A.B.I.”, con sede in Mirabello di Senna Lodigiana Via Dosso 7, e regolata dal presente Statuto Sociale. L’associazione ha durata illimitata e non ha scopo di lucro. È associata all’Ente nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) del quale osserva lo statuto, i regolamenti, le delibere e le determinazioni, assolvendo scrupolosamente gli incarichi che le saranno da esso delegati, sotto l’indirizzo, vigilanza, controllo e potere di sanzione e di sostituzione dell’ENTE stesso.

Art. 2. L’associazione ha come scopo il miglioramento genetico delle popolazioni, lo studio, la valorizzazione, l’incremento e l’ utilizzo della razza del BRACCO ITALIANO nelle sue varietà ed a potenziarne la selezione e l’allevamento. All’uopo, la stessa svolgerà altresì gli incarichi di ricerca e verifica affidati dall’ENCI e fornirà i necessari supporti tecnici alla Commissione Tecnica Centrale prevista dal Disciplinare del Libro Genealogico. A tal fine l’associazione fornirà periodicamente all’ENCI una relazione sulla situazione della razza, unitamente agli obiettivi di selezione che intende perseguire ed ai risultati ottenuti.
Per il conseguimento dei fini di cui sopra, inoltre, l’associazione:
a) propaganda la divulgazione ed il miglioramento della razza del BRACCO ITALIANO, ed assiste, nei limiti delle proprie possibilità i suoi associati in tutte le iniziative che abbiano un interesse generale rivolto al raggiungimento degli scopi anzidetti;
b) organizza manifestazioni, direttamente o indirettamente in collaborazione con l’ENCI, con le associazioni cinofile da questo riconosciute, oppure con altri enti o società specializzate, anch’essi interessati a tali iniziative, richiedendo l’approvazione preventive ed il riconoscimento dell’ENCI, nel quadro e con la disciplina da questi stabilita;
c) favorisce attraverso la pubblicazione di studi ed articoli sulle riviste specializzate la preparazione teorica e pratica di quanti si interessano alla razza, relativamente agli aspetti zootecnici e venatori, e all’allevamento ed utilizzazione dei Bracchi Italiani,
d) pubblica il periodico di informazione e cultura sul Bracco Italiano, denominato “IL BRACCO ITALIANO”, nonché libri, annuari e testi di varia natura sul Bracco Italiano.

Art. 3. La “Società Amatori Bracco Italiano” riconosce all’ENCI poteri di indirizzo, di vigilanza, di controllo e di sanzione. Riconosce in particolare il potere dell’ENCI di nominare un commissario straordinario o <ad acta>, nonché di adottare ogni altro provvedimento necessario in ambito associativo, secondo quanto previsto dallo statuto sociale ENCI nonché dal regolamento di attuazione del medesimo. L’associazione presta all’ENCI piena collaborazione; in particolare il Presidente dell’Associazione ha l’onere:
• di dare riscontro, di norma entro quindici giorni, alle richieste di informazioni e di chiarimenti avanzate dall’ENCI;
• di comunicare all’ENCI le variazioni dell’elenco soci. Le variazioni delle cariche sociali, nonchè ogni altra informazione di rilievo circa l’attività associativa, trasmettendo altresì gli atti adottati dall’Associazione in merito alla disciplina ed organizzazione delle attività zootecniche al fine di ottenere la ratifica dall’ENCI.

Soci

Art. 4. Possono essere soci della S.A.B.I. tutti i cittadini italiani e stranieri di accertata moralità che abbiano interesse al miglioramento ed alla valorizzazione dei Bracchi Italiani, la cui domanda di associazione sia stata presentata ed accettata nei modi previsti dal presente statuto.

Art. 5. I soci della S.A.B.I. si dividono in soci ordinari e soci sostenitori. I loro diritti ed i loro doveri nei confronti della Società, od in conseguenza della loro appartenenza a quest’ultima, sono uguali; è diversa solo la misura della quota associativa annuale in quanto i soci sostenitori ne versano una maggiore in segno di tangibile appoggio alle iniziative ed alla attività del sodalizio. Il Consiglio potrà nominare soci onorari persone che abbiano acquisito particolari benemerenze nel campo della cinofilia. Ai soci onorari non spetta diritto di voto; essi non sono tenuti al pagamento della quota sociale. Non hanno diritto di voto i soci di età inferiore ai diciotto anni.

Art. 6. Per essere soci della S.A.B.I. occorre avanzare domanda scritta e firmata, convalidata dalla firma di due soci presentatori ed indirizzata al Presidente. In tale domanda deve essere anche precisato che il richiedente s’impegna ad accettare le norme dello statuto sociale e la disciplina relativa, nonché ad osservare le disposizioni che saranno emanate dal Consiglio o dall’Assemblea, nonchè lo statuto dell’ ENCI, il relativo regolamento di attuazione ed i regolamenti da quest’ultimo emanati. Su ciascuna domanda decide il Consiglio, il quale, in caso di mancata accettazione della stessa, non è tenuto ad indicare i motivi della propria decisione. Peraltro, avverso il diniego di adesione è ammesso reclamo entro trenta giorni dalla sua comunicazione, tramite istanza presentata al Presidente, che avrà cura di portare la questione all’attenzione della prima assemblea utile. Le domande di ammissione a socio, presentate nell’anno nel corso del quale si svolge l’elezione del nuovo consiglio, possono essere istruite e valutate solamente dal consiglio neoeletto.

Art. 7. L’Assemblea Generale dei soci stabilisce con propria deliberazione la misura delle quote associative annuali.

Art. 8. L’iscrizione a socio vale per l’annata in corso e lo vincolerà per l’anno successivo, qualora il socio non presenti per lettera raccomandata un formale atto di dimissioni entro il 31 ottobre.

Art. 9. La qualità di socio si perde:
a) per dimissioni presentate nei modi previsti dall’art. 8
b) per morosità, che potrà essere dichiarata dal Consiglio successivamente al 1° marzo di ogni anno;
c) per espulsione, deliberata dall’Assemblea Generale dei soci su proposta del Consiglio.
Chi, per qualsiasi causa, cessa la qualità di socio, perde ogni diritto relativo ma non è esonerato dagli impegni assunti.

Art. 10. L’esercizio dei diritti sociali spetta ai soci regolarmente iscritti ed in regola con il versamento della quota sociale per l’anno in corso.

Organi sociali

Art. 11. Sono organi della Società:
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio composto dai consiglieri eletti e da un consigliere nominato dall’ E.N.C.I.;
c) il Presidente;
d) il Collegio dei Probiviri;
e) il Collegio Sindacale o dei Revisori dei Conti;
f) il Comitato Tecnico.
È data altresì facoltà al Consiglio di nominare delegati territoriali secondo quanto previsto dal successive art. 26.
Tutte le cariche in seno alla Società sono gratuite.

 

Regolamento di attuazione dello statuto SABI

(Approvato dall’assemblea straordinaria del 20 giugno 2000)
Norme relative all’elezioni del Consiglio Direttivo, del Consiglio Sindacale e dei Probiviri.

Articolo 1
Nelle elezioni per il rinnovo degli otto Consiglieri ciascun votante potrà indicare nella scheda elettorale fino a otto nomi di eleggendi Consiglieri.

Articolo 2
In caso di rinnovo parziale del Consiglio, ciascun votante potrà indicare tanti nomi quanti sono i consiglieri da sostituire.

Articolo 3
Nelle elezioni per il rinnovo dei Sindaci, ciascun votante potrà indicare nella scheda elettorale non più di tre eleggendi Sindaci e uno eleggendo sindaco supplente.

Articolo 4
Nelle elezioni per il rinnovo del Collegio dei Probiviri ciascun votante potrà indicare sulla scheda elettorale non più di tre eleggendi membri effettivi e due eleggendi supplenti.

Articolo 5
Sulle singole schede il nome di ciascun eleggendo non potrà apparire più di una volta per ciascuna carica Sociale. L’eventuale ripetizione del medesimo nome non costituisce voto aggiuntivo.

Articolo 6
Qualora esistano due o più soci con uguale cognome, il voto espresso a loro favore sarà nullo se oltre al cognome, non verrà indicato anche il nome o l’iniziale del nome che consenta l’inequivocabile identificazione del votato.

Articolo 7
Fra gli otto Consiglieri eletti dall’Assemblea quello che ha ricevuto il maggior numero di voti e in caso di parità, quello più anziano di età sarà responsabile di convocare gli altri sette consiglieri e il Consigliere designato dal E.N.C.I., entro 30 giorni dall’Assemblea elettorale, secondo le modalità di cui all’articolo 19 dello Statuto.

Articolo 8
La convocazione del Consigliere designato dall’E.N.C.I. avverrà dopo che l’E.N.C.I. avrà reso noto alla segreteria della S.A.B.I. la designazione medesima. In assenza di tale designazione, la convocazione è rivolta agli otto Consiglieri eletti dall’Assemblea ed ai Sindaci. In attesa della designazione da parte dell’E.N.C.I. le convocazioni sono recapitate per conoscenza all’E.N.C.I.

Articolo 9
L’Ordine del Giorno della prima riunione del Consiglio Direttivo, convocata secondo quanto previsto dall’articolo 7 del presente Regolamento, deve includere la formalizzazione dell’accettazione delle cariche elettive per l’elezione e le cariche di cui all’articolo 18 dello Statuto. L’accettazione delle cariche deve essere confermata per iscritto e firmata dai singoli eletti ed il relativo documento sarà messo agli atti.

Articolo 10
Qualora uno o più Consiglieri o Sindaci o componenti il Collegio dei Probiviri rinunciasse all’incarico o si dimettesse, verrà sostituito dalla Assemblea nella sua prima riunione come previsto dallo Statuto.

Articolo 11
La prima riunione di Consiglio, convocata secondo le modalità di cui all’articolo 7 del presente Regolamento, viene presieduta dal Consigliere più anziano, solo per l’espletamento dell’Ordine del Giorno relativo all’accettazione delle cariche e alla elezione del Presidente. Il Presidente così eletto assume la presidenza della riunione per la discussione degli altri argomenti eventualmente previsti dall’Ordine del Giorno.

I Delegati Territoriali
Articolo 12
I Delegati Territoriali vengono incaricati dal consiglio direttivo della S.A.B.I. il loro incarico dura sino allo scadere del Consiglio Direttivo che li ha incaricati. L’incarico può essere rinnovato. Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di revocare l’incarico del Delegato in qualunque momento e/o modificare l’ambito territoriale affidato al Delegato

Articolo 13
Il compito fondamentale del Delegato è di creare e mantenere contatti con i Soci. Egli collabora con la segreteria per il rinnovo delle quote sociali e per il reperimento di nuovi Soci.

Articolo 14
Il Delegato Territoriale si adopera per fornire assistenza e consulenza ai Soci, ai potenziali Soci ed ai simpatizzanti, offrendosi, se del caso, come tramite per favorire i contatti fra i Soci ed il Comitato Tecnico, e/o la segreteria e/o il Consiglio Direttivo e/o allevatori di Bracchi Italiani. In questo ruolo è fondamentale che il suo comportamento non crei situazioni in cui si possa ravvisare il conflitto di interessi. Nel caso perciò in cui il Delegato sia anche allevatore, i due ruoli devono essere mantenuti nettamente distinti, senza cioè che l’attività dell’allevamento sia in alcun modo avvantaggiata dal suo ruolo di Delegato

Articolo 15
Il Delegato si adopera per promuovere la partecipazione dei Bracchi Italiani esistenti nella sua zona a manifestazioni cinofile. Egli contribuisce ad attivare tutte le iniziative volte ad incentivare la diffusione e la conoscenza del Bracco Italiano. Favorisce ed organizza incontri fra i braccofili con finalità tecniche o anche solo conviviali, così da promuovere la conoscenza e la coesione fra i Soci della zona.

Articolo 16
Il Delegato crea e mantiene contatti con gli organi periferici dell’E.N.C.I. e delle Associazioni Venatorie, svolgendo il ruolo di intermediario fra questi ed il Consiglio Direttivo della S.A.B.I. per l’organizzazione di manifesta manifestazioni braccofile sotto forma di Prove Speciali, Mostre Speciali o Raduni e fornisce assistenza tecnica in chiave braccofila per il successo delle iniziative organizzate dagli organi periferici di cui sopra.

Articolo 17
Nella eventualità di manifestazioni organizzate direttamente dalla S.A.B.I. nelle zone di competenza del delegato egli agisce in nome e per conto della S.A.B.I. nel rigoroso rispetto delle previste norme e procedure organizzative, amministrative e fiscali

Termini per l’applicazione delle norme disciplinari.
Articolo18
La denuncia a carico di un Socio nei modi previsti all’articolo 27 dello Statuto, dovrà essere inoltrata al Consiglio Direttivo entro il termine massimo di 60 giorni dalla data in cui è stato commesso il fatto denunciato uno dalla data in cui si è avuta evidenza dello illecito commesso o del comportamento passibile di provvedimenti disciplinari.

Articolo 19
A sua volta il Consiglio Direttivo è tenuto ad inoltrare la denuncia al Collegio dei Probiviri entro il termine massimo di 15 giorni dal ricevimento della denuncia. A tale scopo, se del caso, provvede direttamente il Presidente, informando di tale provvedimento il Consiglio Direttivo in occasione della prima riunione successiva dalla data di inoltro della denuncia al Collegio dei Probiviri.

Articolo 20
Il Collegio dei Probiviri è quindi tenuto a notificare la denuncia all’interessato entro il termine massimo di 40 cinque giorni dalla data di ricevimento della pratica inviatagli dal Consiglio Direttivo. La notifica al interessato dovrà fra l’altro contenere i riferimenti temporali del procedimento dai quali sia desumibile il rispetto dei termini. La mancata osservanza dei singoli termini temporali previsti agli articoli 18, 19 e 20 comporta la decadenza del provvedimento. Resta fermo, in ogni caso, quanto previsto dallo Statuto Sociale dell’E.N.C.I. e dal relativo Regolamento di Attuazione in ordine alle ai procedimenti disciplinari avanti le Commissioni di prima e di seconda istanza istituite presso l’Ente stesso.

Documento sullo stato evolutivo della razza.
Articolo 21
Per il conseguimento degli scopi sociali al articolo 1 dello Statuto, con frequenza triennale, il Consiglio Direttivo redige un documento sullo stato evolutivo della razza, mirato alla interpretazione dello standard morfologico. Il documento potrà essere realizzato anche più frequentemente qualora l’evidenziazione di particolari condizioni zootecniche ne suggerissero l’opportunità. Tale documento, la cui stesura coinvolgerà anche il Comitato Tecnico, sarà indirizzato alla Commissione Tecnica Centrale dell’E.N.C.I. e fornirà la base informativa da quindi far scaturire univocità di indirizzi interpretativi dello standard morfologico della razza